Torneo Fair Play Elite Under 13

Torneo Fair Play Elite Under 13: il bello in arrivo

Il Torneo Fair Play Elite Under 13 è una nuova attività rivolta alle società professionistiche e alle Scuole Calcio che hanno ottenuto il  riconoscimento di Scuola Calcio Elite. Il Settore Giovanile e Scolastico ha sviluppato un progetto a carattere nazionale che permette a queste società di confrontarsi in una attività esclusiva e loro riservata.

Lo scopo di questo progetto – oltre a valorizzare il percorso educativo delle singole società – permette di promuovere ulteriormente il valore del Fair Play e al contempo verificare la bontà dei differenti percorsi didattici svolti.

Il termine è molto usato in ambito sportivo come sinonimo di sportività, intesa come quell’attitudine a comportamenti leali, rispettosi dell’avversario, disinteressati al guadagno economico, che sono ritenuti e sono auspicati come l’essenza del comportamento sportivo.

Nel calcio internazionale, il Fair Play, da un punto di vista formale, è l’impegno ufficiale assunto dalla Fédération Internationale de Football Association (FIFA) per promuovere l’etica nel calcio e dunque prevenire comportamenti quali violenza e discriminazione.

Dal nostro punto di vista – quello del nostro staff – il Fair Play è un valore su cui una Scuola di Calcio debba necessariamente poggiarsi.
La Green Card – espressione di un comportamento leale e corretto – deve essere la norma e non l’eccezione.

Certo “parlare” è molto semplice. Sicuramente più semplice del “fare”, ma oggi ho voglia di raccontarvi una “storia”…

Road to Torneo Fair Play Elite Under 13

Torneo Fair Play Elite Under 13

L’autoarbitraggio delle categorie “minori” della Scuola Calcio è una pratica innovativa che procede nella stessa direzione del Fair Play e ne condivide etica e valori.
Questa nuova modalità di gestione – o meglio autogestione – delle partite è obbligatoria per la categoria Pulcini, mentre è facoltativa nelle gare degli Esordienti.

In quest’ultima categoria si gioca 9 contro 9 ed è proprio quella per cui è stato creato il Torneo Fair Play Elite Under 13. Un’annata di transizione importante e delicata, che segna il passaggio dal “calcio dei piccoli” a quello del settore giovanile e dell’attività agonistica.

Il mio pensiero si discosta leggermente da quanto appena scritto.
Il calcio giovanile – che sia attività scolastica o settore giovanile – rappresenta sempre e comunque un percorso formativo. Un momento di confronto e di crescita rivolto non soltanto a giovani calciatori, ma anche ad allenatori, dirigenti e – soprattutto – genitori.

Il risultato lascia spazio – o dovrebbe lasciarlo – alla condivisione; la vittoria è meno importante dello sviluppo, dell’apprendimento. Il fine cede il passo al “processo”.
Scrivo “dovrebbe” perché spesso si tende a invertire questa scala di valori e – soprattutto nella categoria in questione – il risultato la fa da padrone. La vittoria resta l’unica cosa che conta.

Va da sé che “autogestirsi” – in queste circostanze – diventa un compito assai arduo. Il Fair Play diventa una “debolezza” dell’avversario che il giocatore più furbo impara – spesso dai propri dirigenti – a utilizzare a proprio vantaggio.

Dal Torneo Torneo Fair Play Elite Under 13 all’attività federale.

Torneo Fair Play Elite Under 13

L’attività della categoria Under 13 prevede che sia gestita in diverse modalità:

  • da un giovane direttore di gaia AIA;
  • da un tesserato della squadra che ospitante l’evento;
  • autoarbitraggio supervisionato dai dirigenti.

La sinergia del nostro staff con il GassinoSanRaffaele e la straordinaria disponibilità del Leinì Calcio – il cui responsabile tecnico Fabio Sacco è persona davvero illuminata – ci ha permesso di realizzare un qualche cosa di nuovo e diverso che – si spera – possa dare l’esempio e segnare al passo a chi la pensa come noi.

Io gioco “con” (e non contro)

GassinoSanRaffaeleCalcio Leinì è stata co-gestita dai dirigenti di entrambe le squadre. Quasi come fosse una partita di pallacanestro, i due “addetti al gioco” hanno lasciato spazio all’autogestione degli atleti, confrontandosi costantemente tra loro e decidendo insieme quando e come intervenire.

Ma ci pensate?
Lasciar gestire una gara “in casa” da un avversario esterno?!?
Quanto condividi – amico lettore – questo mio ultimo pensiero?

Giocare “con” l’altra squadra significa – per l’adulto – farsi da parte. Vuol dire astenersi dal fermare il gioco per abituare i giovani calciatori al contatto fisico (corretto) e sviluppare giocatori abituati a non “mollare mai”.

Vuol dire eliminare gli alibi.
Io gioco con” significa crescere. Insieme.

Sei con noi?

Luca Filograno

Referente Provinciale della Figc per le attività di base, docente di Metodologia per i corsi Grassroots Level E. Allenatore UEFA B. Laureato in Scienze e Tecniche Neuropsicologiche. Trainer individuale, formatore e - soprattutto - grande appassionato di calcio giovanile.

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