smarcamento

Smarcamento nel calcio: come allenarlo

Il calcio moderno si identifica ormai attraverso uno stretto rapporto tra lo spazio ed il tempo: lo smarcamento è il fondamentale tattico che più rappresenta quest’evoluzione.

Il saper leggere in anticipo lo spazio da occupare per mettersi così nelle condizioni migliori per aiutare i nostri compagni è indice di una buona capacità di smarcamento.

Per smarcamento si intende la capacità di un atleta di smarcarsi là dove il compagno in possesso di palla lo può vedere e servire (zona luce).

SMARCAMENTO E MARCAMENTO NEL GIOCO DEL CALCIO
di Daniele Arrigoni

Ho scelto questa definizione poiché è una delle poche che svincola il concetto smarcamento dall’azione di un avversario.

In altre parole lo smarcamento non presuppone il fatto di essere marcati da un avversario: bensì indica la ricerca dello spazio migliore per essere utili nel gioco.

Per approfondire il concetto di “zona luce” in relazione allo smarcamento CLICCA QUI

 Come allenare lo smarcamento nel calcio

Sfatiamo immediatamente un mito: lo smarcamento può essere insegnato anche ai più piccoli.

Certo con loro non si parlerà di smarcamento fuori linea o comunque concetto evoluti di smarcamento, ma si può iniziare a far capire loro che esiste un spazio dove è più facile ricevere la palla piuttosto che un altro.

Con giocatori più grandi invece è necessario richiedere una lettura di ciò che il gioco ci presenta:

  • tempo: ossia quando il mio compagno è nelle condizioni di passarmi la palla
  • spazio: ossia dove la mia posizione risulta utile al fine dello sviluppo del gioco
  • corpo: ossia il migliore orientamento del corpo che mi permette di vedere più elementi possibili del gioco

L’esercizio più comune per insegnare lo smarcamento che ci insegnano nei corsi è il cosiddetto quadrato di smarcamento”.

I più “navigati” lo conoscono sicuramente ma in poche parole l’esercizio è questo: un quadrato nei cui vertici sono collocati tre giocatori, ciascuno su ogni vertice lasciandone uno libero. Un giocatore ha la palla, la passa ad un compagno e i due giocatori senza palla devono muoversi sui lati del quadrato per fare in modo che il possessore di palla si trovi in mezzo ad una “L”, che il possessore di palla abbia dunque un giocatore alla propria destra e uno alla propria sinistra.

In quest’articolo proveremo a dare una nuova lettura a questo grande classico, rendendo l’insegnamento dello smarcamento più dinamico e coinvolgente.

Quadrato dinamico di smarcamento

L’esercizio prevede un coinvolgimento di un numero maggiore di giocatori: almeno sette.

La struttura rimane la stessa: un quadrato le cui dimensioni variano in relazione all’età e alla qualità dei giocatori.

In video il quadrato misura 8 metri di lato.

Lo svolgimento è il seguente: all’interno del quadrato si crea un 3 contro 1, i restanti giocatori si posiziono liberamente all’esterno del quadrato.

L’obiettivo dei giocatori in possesso è quello di mantenere il controllo del pallone.

REGOLA: ogni volta che un giocatore passa il pallone deve uscire dal quadrato e chiamare il compagno che lo sostituisce.

Qui entra in gioco il saper leggere la situazione. Il giocatore che viene chiamato per entrare a giocare deve essere stato attento al possesso per scegliere così lo spazio migliore da andare ad occupare.

Dal punto di vista didattico è bene stimolare i giocatori all’interno del quadrato a muoversi affinché il pallone si trovi sempre al centro di una “L”.

In questo modo il possessore di palla ha la possibilità di scegliere tra due giocate, costringendo l’aggressore a fare una scelta che ne determini il successivo sviluppo del gioco.

L’esercizio è estremamente dinamico e si presta alla gestione di diverse situazioni di gioco in pochissimo tempo.

Si consiglia di far tenere la pettorina in mano all’unico giocatore in non possesso. Quando questo recupera il pallone la cede al compagno che ha sbagliato.

Probabilmente all’inizio l’esercizio risulterà difficile e poco fluido. Non appena i giocatori avranno preso dimestichezza con le difficoltà che gli si presentano l’intensità aumenterà esponenzialmente.

 

 

Jacopo Masi

Sono il più giovane collaboratore di Mental Football, laureato in Scienze Motorie (SUISM), allenatore UEFA C e collaboratore tecnico presso il centro federale di Alba (CN).

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