Formazione e Open Day

Come realizzare un Open Day e ingrandire la Scuola Calcio

Sabato 6 Giugno si è tenuto l’Open Day presso il centro sportivo Boblingen di Alba, il primo passo di una collaborazione e unione di intenti tra Accademia Calcio Alba e Mental Football.

Il responsabile della formazione delle categorie “Pulcini” (Daniele Rigoni) ha dimostrato grande disponibilità e grande interesse per questa nuova metodologia di allenamento delle abilità superiori dell’individuo, in aggiunta alla sua enorme passione e competenza.

L’attività “Open Day” strutturata in “stazioni di gioco” ha coinvolto gruppi costituiti da 6/8 bambini che cambiavano spazio di gioco ogni 15 minuti; ciascun gruppo di bimbi aveva un capitano che ne guidava il percorso.

I piccoli calciatori si sono divertiti stimolando alcune abilità fondamentali non solo nel calcio, ma anche in altri contesti di vita:

  • Superiorità numerica, Velocità di Pensiero e Problem Solving;
  • Tempi di Gioco;
  • 1 contro 1;
  • Rappresentazione Spaziale e Tecnica Estrosa;
  • Visione di Gioco.

Una breve “formazione sul campo” ha permesso che si evitassero intoppi e il pomeriggio dell’ Open  Day è trascorso in modo veloce e divertente; la “formazione dei formatori” rappresenta l’elemento chiave per la crescita equilibrata e armonica dei nostri giovani amici.

Ecco le attività proposte.


Mental 2 contro 1

Descrizione.

Spazio di gioco di metri 6×12 circa si creano 3 porte piccole per ciascun lato corto; su un lato, due porte sono di colore blu e una di colore gialla, mentre sul lato opposto i colori vengono invertiti.
Due attaccanti devono cercare di fare goal nelle porticine del colore mostrato dal formatore evitando l’opposizione di due difensori, posizionati come da video.

Feedback e correzioni.

Il formatore non deve fornire immediatamente tutte le indicazioni; è chiaro che lo scopo dell’esercitazione proposta è quella di far si che la coppia di attaccanti collabori e crei la situazione di “2 contro 1”, attaccando il lato con più porte dello stesso colore indicato loro, ma è necessario che i partecipanti elaborino questo pensiero in modo autonomo.
E’ quindi consigliabile fornire inizialmente poche consegne: “gli attaccanti devono fare goal nelle porte dello stesso colore mostrato”; lentamente e in modo progressivo si può poi tentare di direzionare il comportamento e la produzione di strategie dei giocatori.
Si può consigliare ai difensori di non stare fermi nella propria zona (questo crea dinamiche molto interessanti), oppure si può obbligare gli attaccanti a fare almeno un passaggio.
L’importante è avere molta pazienza, consigliare senza esagerare utilizzando feedback a domanda e godersi lo spettacolo, le giocate e le intuizione dei piccoli atleti.


Tempi di Gioco

Descrizione.

Spazio di gioco di metri 20×20 circa;  l’esercitazione coinvolge coppie di giocatori.
L’obiettivo è riuscire a fare goal in una delle due porte piccole entro “N” secondi; il bambino più vicino al formatore decide quale movimento fare: vicino o lontano. Il suo compagno esegue il movimento opposto.
Questa proposta stimola la percezione dello spazio, del tempo e incentiva i partecipanti a muoversi in modo sinergico, complementare e, di conseguenza, funzionale allo sviluppo del gioco.
Sembra un gioco “da grandi” eppure fin dai primi calci è possibile proporlo in forma totalmente ludica e divertente.

Feedback e correzioni.

Le due aste dividono lo spazio in due parti grandi; la prima più “vicina” al formatore e la seconda più “lontana” (lo spazio compreso tra le aste e le porte.
E’ importante far fare questa riflessione ai piccoli partecipanti in modo che arrivino in modo autonomo alla creazione e all’utilizzo delle due parole chiave “vicino/lontano”, che pronunciano per descrivere il proprio comportamento.
Queste due parole chiave non sono altro che un riadattamento di “corto/lungo” che però, soprattutto con i piccoli amici e i primi anni pulcini, non hanno la stessa capacità identificativa.
Il conto alla rovescia permette che l’intensità dell’esercizio rimanga sempre molto alta.


1 contro 1 frontale a quattro porte

Descrizione.

Spazio di gioco di metri 6×8 circa, con 4 porte posizionate ai lati dei due lati corti.
L’attaccante che riceve il pallone deve cercare di segnare un goal in una delle due porte piccole dell’avversario, calciando da distanza ravvicinata.

Feedback e correzioni.

L’attenzione del formatore deve essere rivolta a creare una rappresentazione mentale interna al bambino sulle azioni che utilizzerà nel corso dell’esercitazione.
Stimolando la visualizzazione del suo comportamento che attuerà, il suo compito risulterà molto più armonioso, veloce, efficace e organizzato.
E’ possibile (consigliato) chiedere al bambino stesso di comunicare le sue intenzioni al formatore soltanto: la produzione linguistica permette di consolidare l’immagine dell’azione futura e ne favorisce l’organizzazione e il ricordo.


Rappresentazione Spaziale e Estrosità

Descrizione.

Spazio di gioco di metri 15×5 circa, con una “torre” di grandezza variabile.
Questa proposta Mental Football nasce, come si può ben intuire, da un riadattamento di una proposta di strutturazione dello spazio elaborata dall’architetto/formatore/allenatore De Paoli.
Interagendo con lo spazio (fuori/dentro/fuori) attraverso opportune gestualità tecniche (libere/vincolate) si ottiene una situazione più simile al contesto di gara, rispetto all’utilizzo di semplici percorsi a “slalom”.
Le distanze variano: se la torre si stringe, si riducono gli spazi e di conseguenza si modificano i gesti tecnici per trovarne i più funzionali ed efficaci.

Feedback e correzioni.

Non ci sono particolari correzioni da fornire ai partecipanti; proponendo l’esercitazione in forma ludica (o di gara), l’intensità viene mantenuta a livelli alti.
Modificando lo spazio della “torre”, cambiano conseguentemente anche le caratteristiche stesse del gesto tecnico impiegato (spazio stretto/utilizzo della suola).


Visione di Gioco

Descrizione.

Spazio di gioco di metri 15×15 circa; spazio centrale di circa 4 metri quadri (torre).
Il difensore, posto dietro la torre, deve cercare di prendere l’attaccante (toccarlo) non appena esce dalla torre.
Se ciò avviene, il difensore ottiene un punto, mentre l’attaccante ottiene un punto per ogni goal segnato.

Feedback e correzioni.

L’elemento essenziale su cui si deve concentrare l’attenzione del formatore è “il momento in cui l’attaccante esce dalla torre”: un istante prima di ricevere il pallone, egli deve guardare la direzione di provenienza dell’avversario e orientare il controllo verso il lato libero, per poter andare velocemente al tiro.


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Luca Filograno

Referente Provinciale della Figc per le attività di base, docente di Metodologia per i corsi Grassroots Level E. Allenatore UEFA B. Laureato in Scienze e Tecniche Neuropsicologiche. Trainer individuale, formatore e - soprattutto - grande appassionato di calcio giovanile.

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